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Quando un lavoratore si assenta per malattia, anche per un solo giorno, è necessario il certificato medico.

È un aspetto che può sembrare scontato, ma nella pratica aziendale genera spesso dubbi: “Se sto male solo oggi, devo comunque farmi fare il certificato?”, “Basta avvisare il datore di lavoro?”, “Il certificato serve solo se la malattia dura più giorni?”.

La risposta è chiara: il certificato medico è necessario anche per assenze di un solo giorno.

A cosa serve il certificato medico di malattia

Il certificato medico di malattia non è un semplice documento formale.

Ha tre funzioni principali.

La prima è giustificare l’assenza del lavoratore nei confronti del datore di lavoro.

La seconda è garantire il corretto trattamento economico previsto per il periodo di malattia.

La terza è consentire i controlli previsti dalla normativa, anche in funzione di contrasto all’assenteismo.

Per questo motivo, la certificazione medica è necessaria non solo in caso di assenze prolungate, ma anche quando la malattia riguarda una sola giornata lavorativa.

Il lavoratore deve avvisare tempestivamente l’azienda

Il primo obbligo del lavoratore assente per malattia è comunicare tempestivamente il proprio stato al datore di lavoro.

La comunicazione deve avvenire secondo le modalità previste dall’azienda o dal contratto collettivo applicato.

In generale, l’avviso deve essere dato all’inizio del turno di lavoro del giorno in cui si verifica l’assenza, salvo casi di grave impedimento.

Questo obbligo resta anche quando la malattia prosegue oltre il periodo inizialmente indicato.

Avvisare l’azienda, però, non sostituisce il certificato medico.

La comunicazione dell’assenza e la certificazione della malattia sono due passaggi distinti.

Il certificato deve coprire tutto il periodo di assenza

Il certificato medico deve coprire l’intero periodo di astensione dal lavoro.

Serve quindi:

  • per il primo giorno di malattia;
  • per assenze di un solo giorno;
  • per la prosecuzione di una malattia già certificata;
  • a seguito di controllo domiciliare, quando necessario;
  • nei casi in cui il lavoratore debba indicare un domicilio diverso da quello abituale per la reperibilità.

Il lavoratore deve rivolgersi al medico curante o a un medico abilitato al rilascio del certificato, che provvede alla trasmissione telematica all’INPS.

Certificato telematico e numero di protocollo

Oggi il certificato di malattia viene normalmente trasmesso per via telematica dal medico all’INPS.

Al termine dell’invio viene generato un numero di protocollo.

Il lavoratore può consultare il proprio certificato attraverso i servizi online dell’INPS e, se richiesto dal datore di lavoro, deve comunicare il numero di protocollo identificativo del certificato.

Il datore di lavoro, a sua volta, può consultare l’attestato di malattia attraverso i servizi messi a disposizione dall’INPS.

Il lavoratore, quindi, non è normalmente tenuto a consegnare una copia cartacea dell’attestato, ma deve comunque assicurarsi che il certificato sia stato correttamente trasmesso e che l’azienda riceva le informazioni necessarie.

Entro quando va richiesto il certificato

Il certificato medico deve essere richiesto tempestivamente.

Secondo la prassi richiamata nell’informativa, il certificato attestante la malattia del lavoratore deve essere richiesto al medico curante entro due giorni, salvo serie motivazioni.

Se il termine cade in un giorno festivo, la scadenza è prorogata al primo giorno non festivo successivo.

È comunque sempre consigliabile non attendere, soprattutto quando l’assenza riguarda un solo giorno: il rischio è che l’azienda non possa considerare correttamente giustificata l’assenza.

E se il certificato è cartaceo?

La regola generale è la trasmissione telematica del certificato.

Il certificato cartaceo può essere accettato solo in situazioni particolari, ad esempio quando il medico non può procedere all’invio telematico o in alcuni casi legati a strutture sanitarie, ricoveri, pronto soccorso o dimissioni ospedaliere.

In queste ipotesi il lavoratore deve consegnare tempestivamente la documentazione al datore di lavoro e, quando previsto, all’INPS secondo le modalità tradizionali.

Visite fiscali e reperibilità

Durante la malattia il lavoratore deve essere reperibile all’indirizzo indicato per eventuali controlli medico-fiscali.

Le fasce di reperibilità previste dall’INPS sono, per tutti i giorni compresi nella certificazione di malattia, inclusi sabato, domenica e festivi:

  • dalle 10:00 alle 12:00;
  • dalle 17:00 alle 19:00.

Se il lavoratore si trova temporaneamente a un indirizzo diverso da quello abituale, deve comunicarlo correttamente, in modo da consentire l’eventuale visita di controllo.

Perché è utile ricordarlo ai collaboratori

Per le aziende è opportuno ricordare periodicamente ai collaboratori la procedura da seguire in caso di malattia.

Molti errori nascono da una convinzione sbagliata: pensare che per un solo giorno di assenza sia sufficiente una comunicazione informale.

Non è così.

Anche un giorno di malattia richiede il certificato medico.

Una procedura chiara aiuta a evitare equivoci, assenze non correttamente giustificate e problemi nella gestione amministrativa del rapporto di lavoro.

Cosa dovrebbe prevedere una procedura aziendale

Una buona procedura interna dovrebbe chiarire:

  • a chi comunicare l’assenza;
  • entro quando effettuare la comunicazione;
  • con quali modalità avvisare l’azienda;
  • quando richiedere il certificato medico;
  • come comunicare il numero di protocollo, se richiesto;
  • come indicare un diverso domicilio di reperibilità;
  • cosa fare in caso di prosecuzione della malattia;
  • cosa fare in caso di certificato cartaceo.

Conclusione

Il certificato medico di malattia è necessario anche per un solo giorno di assenza.

Per il lavoratore significa ricordare che l’avviso all’azienda non sostituisce la certificazione medica.

Per il datore di lavoro significa dotarsi di una procedura chiara, da condividere con i collaboratori, per gestire correttamente comunicazioni, certificati e controlli.

La gestione della malattia non dovrebbe essere lasciata all’improvvisazione.

Meglio avere regole semplici, conosciute e applicate in modo coerente.

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